Endodonzia - Cone Bean

L’endodonzia iniziò a svilupparsi all’inizio del XX secolo e nel 1930 fu fondata in America l’American Dental Association of Endodontics . Da allora ad oggi, sulla base di sempre più precisi riscontri scientifici, si sono fatti enormi passi avanti nell’affinamento delle tecniche, nel controllo microbiologico e nel apporto di nuovi materiali e strumenti.

La cone beam è un apparecchio radiologico in grado di garantire una visione tridimensionale

L’evolversi di tecniche radiologiche ha permesso una sempre più precisa e tempestiva diagnosi delle lesioni endodontiche e ha consentito un maggior controllo in termini di follow up, così da selezionare le tecniche realmente efficaci.

Fino ad oggi si credeva che l’esame d’elezione per un controllo endodontico fosse una radiografia endorale. Sono piccole radiografie in grado di contenere completamente l’immagine dettagliata di almeno due denti mostrando in modo semplice ed efficacie l’anatomia delle radici ed eventuali lesioni periapicali. Negli ultimi anni però, la letteratura ha dimostrato quanto questa tecnica presenti molti limiti dovuti alla sua bidimensionalità e quanto sia importante, soprattutto in determinati casi clinici, integrarla con tecniche di volumetria tridimensionale. Essendo infatti una lastra tradizionale, rappresentano una proiezione bidimensionale di una struttura tridimensionale e non sono in grado di fornire informazioni precise sulle misure reali dei denti e dei rapporti che possono intercorrere tra la lesione e le strutture anatomiche vicine (seno mascellare, pavimento del naso, foro mentoniero..).

Pensiamo a un molare superiore, spesso prima di poter arrivare alle radici, i raggi devono attraversare lo zigomo, il seno mascellare e solo allora trovare la zona di reale interesse per il clinico. La letteratura ci dimostra come un esame tridimensionale effettuato con un cone beam abbia un’affidabilità e un’efficienza superiore di circa 3 volte alle normali radiografie endorali.

La cone beam è un apparecchio radiologico in grado di garantire una visione tridimensionale molto simile a quella di una TAC senza però, esporre il paziente a grosse quantità di radiazioni, infatti i raggi vengono convogliati in un piccolo cono in grado ridurre al massimo il campo d’esposizione e avere la massima definizione solo della zona di reale interesse.

In questo modo, diventa molto più semplice individuare il posizionamento di lesioni endodontiche: immaginiamo un dente che abbia una lesione su due radici affiancate, in una normale Rx endorale avremmo una sovrapposizione tale che renderebbe di difficile lettura l’individuazione della radice coinvolta, con una cone beam non solo sappiamo quale è la radice coinvolta ma addirittura sappiamo quanto è estesa, se coinvolge solo quella radice e quanto è lontana dalla compatta ossea che è un dato che potrebbe fare la differenza in ottica di una possibile chirurgia endodontica.

l'utilizzo delle 3d conebeam nella devitalizzazione dentale è indispensabile

Dalla 3d effettuata con la cone beam si vede chiaramente una lesione sul dente

l'importanza delle 3d nella pratica endodontica

Dalla semplice lastrina 2d il dente sembra sano e non si nota alcuna lesione endodontica

Testi a cura del dott. Fabio Piccotti